sabato 6 settembre 2014

[BASIC] Traslitterazione, dall'arabo all'italiano

L'obiettivo di Jihadistan è quello di fornire strumenti di analisi il più possibile accurati circa questioni connesse al jihadismo globale. Per questo motivo, il linguaggio utilizzato è settoriale e pecca quindi di accessibilità ai meno esperti.
Per ovviare almeno in parte il problema, si è deciso di adottare un criterio semplificato di traslitterazione fonetica dei caratteri arabi, epurato da quei grafemi che potrebbero limitare la lettura dei meno esperti. Sono state inoltre lasciate inalterate le trascrizione di quelle parole già codificate dalla lingua italiana, come luoghi geografici e nomi propri (es: Osama bin Laden, e non ’Usama ibn Ladin).
La grafia utilizzata può così essere sintetizzata:

- Uso estensivo del digramma <sh> per ش, <kh> per خ, <gh> per غ, <th> per ث, <dh> per ذ.
- Uso omografo di <h> sia per ه che per ح, <s>  sia per س che per ص, <d> sia per د che per ض, <t> sia per ت che per ط, <dh> sia per ذ che per ظ, essendovi semplicemente una differenza di enfatizzazione dello stesso fono fra il primo e il secondo carattere.
- Uso di <‘> per ع
- Uso di <’> per  ء (mai a inizio di parola).
- In quanto alle vocali, sono evitate transgrafie dalla lingua inglese e francese, quali ing. “mujahedeen” per it. “mujahedin” e fr. “Mahmoud” per it. “Mahmud”.

- Dopo l'articolo "al" si utilizza il trattino "-", raramente il raddoppio della consonante (Hizb al-Tahrir è preferito a Hizb Attahrir)

[Nota: Queste regole di scrittura valgono per gli articoli che scrivo direttamente per Jihadistan. Per tutti i contenuti miei che qui mi limito a riprendere, le regole di scrittura sono quelle dell'ente per il quale ho preparato il lavoro.]

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